Diritto alla casa…

Oggi lo sgombero di una casa di amici. Una casa occupata a Saronno. Uno sgombero atteso… dopo che più di un mese fa il comune era andato a staccare l’acqua, cementare i tubi.

C’è la violenza e l’ingiustizia trasversale, dalle istituzioni ai poliziotti, dai politicanti paesani agli (pseudo) giornali locali.

Ma a parte quella, ciò che mi rimbalza in testa sono tutti i “giovani” (come me) su cui ogni giorno viene operato un tentativo di assuefazione a una realtà infelice e priva di prospettive. Un continuo ridimensionamento di quelle che dovrebbero essere le prospettive di esperienza e vita. L’insinuare, per esempio, che uno a vent’anni una casa non ce la può avere. E continuare a sussurrarlo finché non ci si abitua. Il tutto in maniera silenziosamente convincente. Silenziosamente finché qualcuno si ribella, a modo suo. E allora si passa alla violenza; sia quella fisica, come oggi a Saronno, sia quella psicologica e verbale di una società gerontocratica che si autocompiace a tarpare le ali al futuro.

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Con Cargo c’avevamo fatto pur un bellissimo laboratorio, nella casa di via Monza.

Se qualcuno è nei paraggi, oggi alle 17.30 in stazione a Saronno, un presidio.

Finale splatter

Stasera sono andato a provare la spaghettata di mezzanotte a Paesaggi sonori insieme a Poli e Sandy.C’erano un sacco di alberi (cosa rara nelle “sagre rock” di provincia) in mezzo ai quali: musica, campionatori artigianali, birrette, candele e film trash a tema ‘squali giganti’. Ci sarebbero dovuti essere pure i fumetti di Cargo, ma sarà per un’altra volta.

 

Un festival intimo, che vien voglia di tornarci.
E una conclusione con zombie di ogni forma e modello, sangue e un sacco di risate. In realtà solo il finale abbiamo visto (per fortuna?) aspettando M. e la Lori per tornare a casa.

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Suora zombie. Monotipo, china e altro.