L’acqua di Saronno

Giovedì sera sono andato con Marcello e Lorenza a un incontro sulla situazione dell’acqua, bene comune, a Saronno.

Eccoli qua.

2014-03-27_acqua

Organizzato da Attac e dal Comitato saronnese per l’acqua bene comune. C’era anche una rappresentante dell’assemblea NO ELCON alla cui lotta, con Cargo, avevamo dedicato l’argomento dei manifesti del laboratorio fatto nella (ex) casa occupata di via Don Monza.

Sarebbe un po’ troppo lungo riportare le varie cose dette (un po’ noiosamente, bisogna dirlo). La sostanza è che la gestione dell’acqua nella zona è un vero disastro. Trattata come ‘bene’ nel senso economico del termine, l’acqua è svenduta e lasciata inquinare dalle fabbriche locali, le falde sono piene di trielina e simili, la capacità delle falde è inferiore all’utilizzo attuale e stimato per il futuro… E naturalmente le amministrazioni comunali sono per lo più conniventi, toccando, nella pratica, punte di vera e propria immoralità (vedere il caso proprio della casa occupata di via Don Monza, dove l’acqua venne beceramente staccata e i tubi cementati…).

Per fortuna che chi c’è (purtroppo pochi “giuovani”, a parte quelli del Comitato Autorganizzato Saronnesi Senza Casa) ascolta attentamente.

2014-03-27_acqua2

Io me ne vado un po’ stanco e un po’ inquietato. Anche disgustato una volta di più dall’amministrazione comunale saronnese. Ma con molta voglia di cambiare le cose.

Diritto alla casa…

Oggi lo sgombero di una casa di amici. Una casa occupata a Saronno. Uno sgombero atteso… dopo che più di un mese fa il comune era andato a staccare l’acqua, cementare i tubi.

C’è la violenza e l’ingiustizia trasversale, dalle istituzioni ai poliziotti, dai politicanti paesani agli (pseudo) giornali locali.

Ma a parte quella, ciò che mi rimbalza in testa sono tutti i “giovani” (come me) su cui ogni giorno viene operato un tentativo di assuefazione a una realtà infelice e priva di prospettive. Un continuo ridimensionamento di quelle che dovrebbero essere le prospettive di esperienza e vita. L’insinuare, per esempio, che uno a vent’anni una casa non ce la può avere. E continuare a sussurrarlo finché non ci si abitua. Il tutto in maniera silenziosamente convincente. Silenziosamente finché qualcuno si ribella, a modo suo. E allora si passa alla violenza; sia quella fisica, come oggi a Saronno, sia quella psicologica e verbale di una società gerontocratica che si autocompiace a tarpare le ali al futuro.

acab

Con Cargo c’avevamo fatto pur un bellissimo laboratorio, nella casa di via Monza.

Se qualcuno è nei paraggi, oggi alle 17.30 in stazione a Saronno, un presidio.